Come nasce e come funziona un disco vinile

COME NASCE E COME FUNZIONA UN DISCO VINILE

Il vinile (PoliVinilCloruro o Cloruro di polivinile) è un polimero plastico, o più semplicemente, plastica. Questo materiale è stato il supporto più pratico per distribuire il suono fino all’avvento del digitale. Ma la vera unicità sta nel processo di creazione del disco in vinile che risulta essere unico. Il processo di creazione del disco in vinile è straordinario, appassionante e complesso. È per questo motivo che molti ritengono che sia il miglior supporto per ascoltare la musica, se non l’unico. La magia non risiede solo nella bellezza del vinile, o nella registrazione, ma parte già dal processo di creazione del disco in vinile.

Mixaggio

Tutto inizia da una registrazione di notevole qualità durante il mixaggio in sala d’incisione. I suoni sono registrati dal fonoincisore, un tornio molto particolare, su un disco laccato in guttaperca o cera (una piastra di alluminio verniciata). Questo è il primo stadio del vinile, il master: un disco grezzo che ha già i due lati incisi (side A e B). Qualità e tecnica del mixaggio, unite alla precisione del fonoincisore, saranno determinanti per la qualità superiore di un disco in vinile. A questo punto, il disco inciso viene pulito con un ciclo automatico, un bagno con una speciale soluzione e una pulizia a mano. Solo quando si è soddisfatti del risultato è il momento della seconda fase.

Placcatura

La placcatura consiste nel rivestire il master con cloruro di argento e stagno. La placcatura serve dunque a proteggere il master dagli attacchi di agenti ossidanti, corrosivi, atmosferici e simili e, allo stesso tempo, fa anche da conduttore per trasportare la corrente, indispensabile per la terza fase.

Bagno galvanico – Matrice

Si immerge il master in un bagno galvanico di 4 o 5 ore. Con il bagno galvanico si forma uno strato di nichel sopra il disco attraverso la corrente elettrica. Poi la matrice è risciacquata con acqua deionizzata, per evitare che il sale rovini la delicatezza del disco e lasciata asciugare.

Separare la matrice dal master

Un particolare strumento separa il master dalla matrice con estrema cura e attenzione. Questa operazione crea solchi in negativo, derivati dai solchi originali del master. La matrice è infatti detta “negativo”, per distinguerla dal “positivo” che è il disco originale mixato in sala incisione. Nei primissimi anni si usava la matrice come stampo per le copie di vinili da vendere al pubblico. Negli anni 60 la domanda è esplosa e non si poteva usare la matrice per tutte quelle copie. Il disco, troppo delicato, si sarebbe rovinato. Ecco perché gli addetti ai lavori hanno aggiunto un altro passaggio al processo.

Secondo bagno galvanico

Con una speciale macchina, si spruzza sulla matrice una pellicola che ha due funzioni: permette la conduzione di elettricità ed evita che i due strati di nichel si sovrappongano. La matrice è usata come catodo, grazie al passaggio precedente, e l’elettricità fa crescere il nickel sulla sua superficie. A questo punto abbiamo un gemello del disco master e dunque una copia del disco originale. Questa nuova piastra, il terzo stadio del disco in vinile, è detta madre, chiamata anche positive in inglese. La madre è un moltiplicatore di stampe (i veri vinili). Vuol dire che nella successiva fase di stampa ci vorrà una madre per creare una serie di stampe, che poi saranno i veri dischi in vinile da distribuire al pubblico.

Separare la matrice dal master bis

Una volta completato il bagno galvanico e lasciata asciugare la nuova piastra, matrice e madre sono separati con la stessa tecnica usata per separare, nelle fasi precedenti, il master dalla matrice.

Levigatura

La madre è passata in una particolare levigatrice. Allo stesso tempo una persona leviga con cura e precisione le eventuali (e abbastanza naturali) imperfezioni sulla superficie. È un altro passaggio delicato e importante per evitare interferenze e suoni fastidiosi quando ascolti il vinile. I diversi bagni galvanici possono aggiungere al disco qualche informazione sotto forma di lieve rumore. Questi lievissimi difetti sono il marchio di fabbrica del vinile: il tipico suono caldo, avvolgente, originale e di solito non perfetto.

Ispezione

La madre è ispezionata in un vero controllo qualità per due motivi principali:
– controllare al microscopio che fino a quel momento il processo sia avvenuto a regola d’arte. Se la risposta è negativa, si ripete il tutto;
– ascoltare il disco per eventuali, piccoli o grandi difetti o imperfezioni di suono.

Terzo bagno galvanico

Si ripete per la terza volta un processo che conosciamo: se la madre supera il test di qualità, è rivestita con una pellicola e poi ancora in un bagno galvanico di nickel. Se non supera la verifica qualitativa, è scartata e il processo va avanti senza quel disco. Lo scopo dell’ultimo bagno galvanico è aumentare lo spessore del disco per il successivo processo di stampa. Arrivati a questo punto, manca poco per realizzare i dischi in vinile in PVC che tutti conosciamo. La terza piastra rivestita di nickel sarà usata nella pressatura, ma solo dopo ancora un po’ di placcatura (rivestimento).

Separare la stampa dalla madre

Con lo stesso procedimento di prima, si separa la madre dal disco usato per la stampa. Poi si crea il foro centrale del disco, concentrico rispetto ai solchi del disco, per il lato A del disco in vinile. La stessa procedura, quando la stampa è separata dalla madre, sarà fatta per il lato B.

Pressatura

Gli stampi definitivi, assieme alle etichette, sono sottoposti a pressatura. Le forme della pressa sono composte da labirinti di tunnel dove aria bollente e freddissima mantengono la temperatura della pressa in perfetto equilibrio. Prima della pressatura ci sono altre importanti azioni, necessarie per ottenere un grande risultato finale. Alimentare il vinile: PVC. Un silo della pressa, attraverso una pompa, risucchia dei granuli di cloruro polivinilico. Il vinile grezzo è riscaldato a 140°-150° C, a formare un piccolo disco molto leggero. La pressa a caldo, con una pressione di varie decine di tonnellate, preme il vinile grezzo per dargli la classica forma di disco e imprimere i solchi. Dopo la pressatura, il vinile è immerso in un bagno con acqua fredda, per raffreddarlo.

Rifilatura

Si rifilano i bordi, in questo momento irregolari e discontinui, del disco in vinile.

Inserimento in copertina

Ed ecco che il disco in vinile è inserito in una copertina quadrata (prima dentro una busta per proteggere il disco). Tra tutte le operazioni che abbiamo visto sembra la più banale, ma non lo è affatto. La copertina di un disco in vinile può nascondere un mondo. É come un’opera d’arte, un quadro che contiene un semplice disco di plastica ma mille volte più prezioso.

A rendere perfetto ogni ascolto su disco in vinile, la puntina: la parte della testina fonografica determinante per godere della musica su vinile e non rovinare i dischi. Ma di questo parleremo un’altra volta.

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